Germania: vince il centrodestra, AfD secondo partito
24-02-2025 11:13 - MONDO
La CDU, il principale partito di centrodestra della Germania, ha vinto le elezioni parlamentari che si sono tenute domenica. Ha ottenuto il 28,5 per cento dei voti e Friedrich Merz, leader del partito, diventerà quasi sicuramente cancelliere: resta però da vedere con chi formerà la prossima coalizione di governo. È probabile che cercherà di formare un’alleanza di governo con i Socialdemocratici (SPD), ma le trattative non saranno semplici.
La CDU e il suo ramo bavarese (la CSU) hanno ottenuto 208 seggi sui 630 totali del Bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco, 11 in più rispetto alle precedenti elezioni. Alternative für Deutschland (AfD), il principale partito dell’estrema destra tedesca, ha raggiunto il 20,8 per cento dei voti e 152 seggi, 69 più di quanti ne avesse in precedenza: è il miglior risultato della sua storia. I Socialdemocratici con il 16,4 per cento hanno perso 86 seggi e ne avranno ora solamente 120.
L’affluenza è stata dell’82,5 per cento, la più alta dal 1990, cioè dalla riunificazione tra la Germania Est e Ovest (in Italia alle ultime politiche è stata del 63,9 per cento).
Il cancelliere uscente, il Socialdemocratico Olaf Scholz, ha detto di volersi assumere la responsabilità della sconfitta e ha già annunciato che non sarà né il negoziatore della SPD nei colloqui di coalizione con la CDU, né farà parte di un eventuale governo Merz. La SPD ha ottenuto il suo peggior risultato dal secondo Dopoguerra. È anche la prima volta che il partito che esprimeva il cancelliere arriva terzo (e non primo o secondo).
Seguono i Verdi con l’11,6 per cento, mentre la sinistra di Die Linke ha raddoppiato il risultato delle scorse elezioni arrivando ora all’8,8 per cento, grazie soprattutto ai consensi tra gli elettori under 30 (in questa fascia d’età è stato il partito più votato, col 24 per cento).
L’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), un partito populista di difficile collocazione, con posizioni di sinistra in economia e argomenti molto vicini a quelli dell’estrema destra su migranti e vaccini, non ha invece superato la soglia del 5 per cento e non entrerà dunque nel prossimo parlamento, così come i Liberali dell’FDP (4,3 per cento) che facevano parte del precedente governo (e che avevano fatto cadere). Il leader del partito, Christian Lindner, ha annunciato le sue dimissioni.
L’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), un partito populista di difficile collocazione, con posizioni di sinistra in economia e argomenti molto vicini a quelli dell’estrema destra su migranti e vaccini, non ha invece superato la soglia del 5 per cento e non entrerà dunque nel prossimo parlamento, così come i Liberali dell’FDP (4,3 per cento) che facevano parte del precedente governo (e che avevano fatto cadere). Il leader del partito, Christian Lindner, ha annunciato le sue dimissioni.
Variazione rispetto alle elezioni precedenti
Ora lo scenario più probabile per il futuro è quello di un’alleanza tra CDU-CSU e Socialdemocratici, che insieme otterrebbero la maggioranza assoluta in parlamento, senza il bisogno dei Verdi. La questione non è però semplice.
Composizione del prossimo Bundestag

AfD è diventato il partito più votato tra persone disoccupate e lavoratori, rimpiazzando la SPD. Inoltre ha espanso e stabilizzato la propria base: la maggior parte di chi l’ha votato ha dichiarato di farlo perché convinto dal programma, e non più – come in passato – per il cosiddetto voto di protesta (cioè perché deluso dagli altri partiti).
Contrariamente alle aspettative, AfD non è riuscito a ottenere “mandati diretti” (un sistema simile all’uninominale italiano) nella Germania occidentale ma per la prima volta è arrivato primo nel voto di lista di alcuni collegi, oltre a confermare i grandi consensi che ha in quella orientale, dove è stato il partito più votato, con oltre il 36 per cento.
Contrariamente alle aspettative, AfD non è riuscito a ottenere “mandati diretti” (un sistema simile all’uninominale italiano) nella Germania occidentale ma per la prima volta è arrivato primo nel voto di lista di alcuni collegi, oltre a confermare i grandi consensi che ha in quella orientale, dove è stato il partito più votato, con oltre il 36 per cento.
Fonte: Il Post